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Bermeja, l'isola che (forse) non c'era

Bermeja
Bermeja in una mappa americana del 1914; è anche sbagliato il nome, facepalm di chi scrive.


Cosa hanno in comune un oscuro cartografo portoghese del '500 e la CIA?
L'isola che non c'è!


Daniele, che cosa diavolo vai farfugliando? Sì, in effetti non me li vedo Gaspar Viegas e gli sbirri dei servizi segreti americani che interrogano Spugna sul rapimento di Giglio Tigrato.
La questione va spiegata meglio, e vi assicuro che ne vale la pena.

Dunque, siamo nel 1535. Il nostro Gaspar Viegas, cartografo portoghese dalle qualità artistiche meravigliose, traccia una serie di mappe e portolani che i marinai dell'epoca tengono in grande considerazione. Europa, Mediterraneo, ma anche molto del Nuovo Mondo, dalla Florida al Messico. In una di queste, conservata all'Archivio di Stato di Firenze, cita un'isola. La mette lì. Chi gliene ha parlato, al nostro Gaspar? Bella domanda. Di lui non so molto, purtroppo.
Ma la mappa, beh, è davvero splendida.

La mappa del Mar delle Antille di Gaspar Viegas: non è bellissima? 😍


Nel 1540, il cartografo Alonso de Santa Cruz, o Alonso de Chaves, rimbalza l'informazione di Viegas nell'Espejo de Navegantes, praticamente il vademecum del perfetto navigatore. Aggiunge pure un po' di notizie: sarebbe effettivamente a nord ovest dello Yucatán, sopra la Baia di Campeche, e avrebbe un colore "biondiccio, rossastro". Bermeja, in spagnolo. Ta-daaan, ce l'abbiamo!
Da qui, è un'escalation di successo: Bermeja finisce sulle mappe di Caboto nel 1544 insieme a un mucchio di altri isolotti - la isla Triángulo, la isla Arenas, la isla Negrillos e l'Arrecife Alacranes. 


Lo so, non si vede un ciufolo ma fidatevi: è la mappa del 1544 di Caboto, e Bermeja C'È.


Questo trionfo di piccole terre emerse, sparpagliate come briciole di pandoro sulla tovaglia di Natale, non se ne vanno dalle mappe per due secoli e mezzo. E diciamo che, proprio come per il pranzo del 25, l'impressione è che avessero fatto tutti indigestione di esplorazioni in loco per controllare se effettivamente tutta quella roba fosse davvero lì, a qualche miglio dalle coste del Messico. Praticamente copia/incolla ante litteram,  segnata? C'è, vai, mettila. A posto.
Fatto sta che com'è come non è, Antonio de Alzate y Ramírez (Wikipedia lo definisce "filósofo, teólogo, sacerdote, astrónomo, cartógrafo, geógrafo, historiador, naturalista, botánico y periodista novohispano". immagino il tempo libero che avrà avuto), dicevo, il bell'Antonio espunge Bermeja dalla sua mappa della Nuova Spagna nel 1772. Hmm. Anche agli inizi dell'800, Bermeja non compare più nella cartografia dell'area: "non siamo riusciti a vederla" è il motivo addotto. Curioso, considerando che si tratterebbe di un'isola da 80 chilometri quadrati: come dire "ops, ci era sfuggita Pantelleria". Per carità, tutto può darsi, ma insomma.

Quindi? Uno dei tanti errori di valutazione, di posizionamento, di avvistamento improbabile che tra '500 e '700 hanno riempito gli atlanti di terre improbabili?

In realtà, saltuariamente l'isola su molte mappe ricompare - vedi la testata di questo articolo, mappa americana del 1914. Fonti inglesi successive agli anni '40 dell'Ottocento sostengono che l'isola si sia improvvisamente inabissata. Insomma, mettetevi d'accordo, cribbio.
E i messicani? Cosa pensano di Bermeja i messicani?
Oh, adesso arriva il bello.
Secondo loro, ovviamente, Bermeja c'era. Ci giurano. Era sulle carte, se ne è parlato per secoli, era nostra. ERA NOSTRA, quindi c'era.
La questione è che nel frattempo, dove un tempo la cartografia di tutto il mondo inseriva Bermeja, lì, bella bella con i suoi 80 chilometri quadrati rossicci, proprio lì hanno trovato… dai che lo indovinate, su. Quella cosa per cui bisogna installare piattaforme di trivellazione ed estrazione, quella roba nera che vale un sacco di soldi, quella roba lì che se ti scappa e finisce in mare fa un disastro, come accadde alla piattaforma Sedco 135F nel giugno del 1979, roba da 30.000 barili al giorno, proprio lì nella Baia di Campeche. Comunque, torniamo a noi. Insomma, lì c'è il petrolio, e parecchio. Sossoldi.
Nel 2000, Bill Clinton e il presidente messicano uscente Zedillo si accordano per spartirsi l'estrazione di petrolio nell'ampia area del Golfo del Messico fuori dalle acque territoriali. Un ampio triangolo va a favore degli Stati Uniti, e indovinate un po'? Proprio lì ci sarebbe Bermeja, quindi quell'area particolarmente redditizia sarebbe messicana a tutti gli effetti. Ma Bermeja, eh, lei poverina sarebbe anche d'accordo, se esistesse. Il fatto è che non c'è.

Finita qui? Figuriamoci!

Per tutta l'estate del 2009, l'Università Nazionale del Messico ha fatto ricerche su ricerche per dimostrare che quell'isola c'era. Dannazione, ve lo giuriamo: c'era. Ce l'hanno affondata apposta.
Pensate che stia scherzando? No no. A tutt'oggi molti messicani sono convinti che la CIA abbia spianato 80 chilometri quadrati di isolotto per pigliarsi il petrolio in santa pace. La CIA. 80 chilometri di isola.
C'è anche chi sostiene che sia stato il terribile HAARP, con 4,7 miliardi di watt, a sciogliere come polenta la nostra Bermeja.
Bermeja di cui in rete possiamo trovare una foto.



Immagino che sia un rarissimo scatto del 1535.
Gaspar, spiegagli tu che quel giorno ci avevi dato dentro di Ginjinha, su.




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